Ariminum: storia, arte e cultura
Il territorio riminese, probabilmente già abitato nel periodo paleolitico, vide susseguirsi nel tempo forse genti etrusche villanoviane, Umbri e Celti. Nel III sec. a.C. Galli e Sanniti ostacolarono l'avanzamento dei Romani sul territorio ma senza grandi successo visto che, nel 268 a.C., i Romani decretarono la nascita di Ariminum, città cardine dell'Impero: baluardo difensivo contro i Galli e avamposto per i Romani stessi nell'avanzata verso la Pianura Padana. L'importanza della posizione della città è evidenziata dal fatto che da Rimini si dimenavano tre importantissime vie consolari: la via Flaminia che collegava direttamente Roma con Rimini; il suo proseguimento, la via Popilia-Anni, che collegava Ariminum con Tergeste (Trieste), e la via Emilia, che arrivava all'antica Placentia (Piacenza). Ariminum cresceva solida, importante tanto per i commerci terrestri che marittimi grazie alla presenza del porto.
Sotto Roma Ariminum attraversò un periodo felice e di questo momento storico sono giunte fino a noi delle testimonianze architettoniche importanti: il Ponte di Tiberio, funzionante ancora oggi, unisce l'antico borgo di San Giuliano con il centro di Rimini; l'Arco di Augusto, adibito nei secoli successivi a porta cittadina; la Domus del Chirurgo, la villa di un chirurgo romano di cui ci restano anche 150 strumenti chirurgici dell'epoca e i cui resti, da poco restaurati e resi fruibile al pubblico, sono uno spettacolo archeologico nel cuore di Rimini; il teatro romano, di cui oggi restano pochi ruderi inglobati in altri più recenti edifici, e infine l'anfiteatro, oggi restaurato ed adibito a sede di eventi e spettacoli estivi “sotto le stelle”. Il Museo di Rimini, nella sezione archeologica, mostra altri ritrovamenti e testimonianze di questi antichi fasti.

In seguito alle guerre greco-gotiche in epoca tardo antica, il tempo dello splendore per Rimini terminò: la popolazione venne decimata e la città stessa fu a poco a poco abbandonata per i continui assedi. Visse un periodo di tranquillità solo sotto i bizantini quando entrò a far parte della Pentatopoli marittima dell'Impero Bizantino.
Nel XII secolo Rimini fu proclamata comune e, grazie alla presenza ormai divenuta importante di diversi ordine religiosi, ben presto ivi furono edificati molti conventi e chiese. Per tal motivo giunsero a Rimini anche artisti famosi impegnati appunto nella progettazione e nella decorazione di chiese ed edifici pubblici. Giotto dipinse un ciclo di affreschi, ormai perduto, nella chiesa di San Francesco e ci ha lasciato un prezioso Crocifisso visibile nella stessa chiesa, rimaneggiata e nota con il nome di Tempio Malatestiano.
La presenza di Giotto a Rimini fu determinante: divenne l'ispiratore della scuola pittorica riminese autonoma del XIV secolo che vide tra i suoi maggiori protagonisti Giovanni, Giuliano e Pietro, detti "da Rimini", e Giovanni Baronzio.
Di quest'epoca sono anche importanti edifici pubblici come il Palazzo dell'Arengo e il Palazzo del Podestà oggi nella piazza detta Piazza Cavour.
L'antico porto romano, forse in prossimità dell'attuale stazione ferroviaria, venne spostato, in epoca medievale, verso la foce del fiume Marecchia e questo determinò la nascita di un nuovo borgo a ridosso del porto: il Borgo San Giuliano, oggi restaurato e ricordato come il vecchio quartiere dei pescatori riminesi.
Dopo diverse “indecisioni” Rimini divenne guelfa, anche per il predominio nel frattempo della famiglia dei Malatesta da Verrucchio che portò Rimini ad essere una Signoria nel 1295.La famiglia Malatesta governava ancora Rimini nel 1450, quando, per volere di Sigismondo Malatesta, venne edificato, sulla preesistente chiesa di San Francesco, il così detto Tempio Malatestiano, oggi Duomo di Rimini. Incompiuto e diverso dal progetto iniziale di Leon Battista Alberti, modificato per problemi strutturali, raccoglieva moltissimi simboli pagani al suo interno e per questo venne denominato Tempio. Gli interni furono affidati a maestranze toscane, come Agostino di Duccio e Piero della Francesca. Della stessa epoca e della stessa commissione è il Palazzo Malatestiano, fu iniziato infatti nel 1437 e finito 9 anni dopo. Palazzo Sigismondo è un palazzo signorile che però si presenta esternamente come una fortezza.
Ariminum: storia, arte e cultura
Hotel a Rimini per Categoria o Frazione
Il Territorio
Rimini ha saputo coniugare la bellezza di una città antica con le esigenze di una città moderna e turistica. Al centro, tra monumenti, antiche strade e piazze ci sono molti negozi, boutique ed occasioni di shopping, gallerie per mostre temporanee e permanenti, ristoranti, locali, bar e pub per l'aperitivo. Le due piazze pulsanti del cuore di Rimini sono Piazza Cavour e Piazza Tre Martiri.
In Piazza Cavour, oltre ai Palazzo dell'Arengo e del Podestà, la Fontana della Pigna e il Teatro Galli, si affaccia l'antica Pescheria, attorno alla quale sono sorti tanti piccoli locali per l'aperitivo serale. Note come cantinette a Rimini vi si degusta buon vino, piada e stuzzicherie varie, soprattutto in inverno e nelle mezze stagioni, mentre in estate per l'aperitivo ci si sposta nei locali lungomare.
Piazza Tre Martiri invece è il punto in cui si incrociavano cardo e decumano dell'antico assetto stradale di Ariminum. Qui si affacciano negozi e boutique sotto il portico che segue un lato della piazza. La piazza accoglie il tempietto cinquecentesco del Bramante (costruito nel 1518, ma riedificato dopo il terremoto nel 1672) edificato in onore del miracolo della mula avvenuto alla presenza dei riminesi e di Sant'Antonio da Padova in visita a Rimini. Il tempietto è davanti alla chiesa dei Minimi di San Francesco da Paola, conosciuta dai riminesi come chiesa dei Paolotti. Venne ricostruita nel 1963-64 sui resti della chiesa barocca rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale.